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Sono una femminista

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Parlare di femminismo mi fa un po’ paura. È un argomento che mi sta molto a cuore, ma spesso la gente non capisce quello che voglio dire. Mi è capitato di dire “sono una femminista” e prima di poter continuare il discorso di ricevere come risposta uno sguardo accigliato, come se avessi bisogno di un esorcismo.  Mi è sempre capitato, non è niente di nuovo. Ultimamente però ho sentito tante frasi sia da persone lontane da me sia da conoscenti e amici che mi hanno davvero scossa. Credo che non si parli molto di femminismo perché tanta gente lo vede come un movimento il cui unico obbiettivo è insultare gli uomini, mentre per me non è mai stato così . Ho riflettuto molto sul significato che do alla parola “femminista” e sono arrivata a qualche conclusione.  Foto di Roya Ann Miller su Unsplash  Credo che una donna possa sbizzarrirsi su come acconciarsi, perché è un modo di esprimersi, senza doverne dare credito a nessuno  Credo nel suo diritto di scegli...

Perché avevamo bisogno di "Hollywood"

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Ryan Murphy è sicuramente uno dei registi di serie televisive più chiacchierati degli ultimi anni. Insieme a Ian Brennan e Brad Falchuck, colleghi di sempre, ci ha regalato alcuni dei prodotti televisivi più iconici degli anni duemila: "Glee", "American Horror Story", "American Crime Story", "Pose" e "The Politician", per citarne qualcuno. Non sono sicuramente le serie migliori che si possano trovare, spesso hanno buchi o sfociano nel trash, ma chiunque abbia seguito il lavoro di questo regista concorderà con me che sono intrattenimento puro. Il 1 maggio è uscita su Netflix "Hollywood", la sua nuova serie. Ero curiosa, ma non impaziente, sinceramente non mi aspettavo chissà che.  Da questa premessa avrete capito che ovviamente sono stata smentita. La trama è molto semplice: siamo nel dopoguerra e un gruppo di ragazzi vuole sfondare ad Hollywood. Jack sogna di diventare attore, ma per guadagnare soldi finirà per lav...

Andrà tutto bene (pt.2)

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È passato circa un mese da quando ci siamo dovuti chiudere in casa. In questo periodo ho notato un gigantesco cambio di atteggiamento. Le prime settimane cantavamo sui balconi, c'erano bigliettini per strada che ci dicevano che sarebbe andato tutto bene e ci rassicuravamo pensando che sarebbe stata una questione di poco, solo qualche settimana, poi saremmo tornati alla nostra vita di prima.  Ora nessuno canta più dalle finestre. I bigliettini con "andrà tutto bene" e gli arcobaleni sono spariti, l'ottimismo pure. Si parla di maggio per tornare ad uscire e nemmeno potremmo tornare alla nostra quotidianità. Quello è ancora un chissà.  Ci sono giorni in cui al primo che mi dice "pensa positivo" vorrei tirare una testata. Come si fa, se la sera al telegiornale non senti altro che morti e contagi? Se sui giornali non riesci a trovare una notizia positiva? Se sei chiuso a casa da settimane e non vedi via d'...

Andrà tutto bene

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Un grazie speciale all'autrice di questo specifico post-it <3 Nel film comico “ l’aereo più pazzo del mondo ” ad un certo punto l’aereo si sta per schiantare. I passeggeri si disperano, mentre su uno schermo appare una scritta che dice “DON’T PANIC”. La situazione continua a peggiorare, finché la scritta non si trasforma in “OKAY, PANIC”.  Osservando l'attuale situazione, questa scena è una perfetta metafora: "va tutto bene, è un virus con una mortalità molto bassa, è tutto panico ingiustificato"... e poi bam, siamo il secondo paese al mondo per contagi e il nostro sistema sanitario rischia di crollare.  Parlare di coronavirus è come camminare sopra una sottilissima lastra di ghiaccio: se provi a essere positivo prendi la situazione sotto gamba, se hai un approccio più negativo ti accusano di diffondere panico ingiustificato.  Per questo motivo ho deciso di affrontare l'argomento con una delle immagini più belle che ho visto negli ultimi giorni....

Quindi adesso dovrei essere adulta?

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Fin da quando si è piccoli, al proprio compleanno ci si sente porre sempre la solita domanda dagli adulti: “Allora, come ti senti adesso che sei un anno più grande?”  Ogni persona con un po’ di cervello risponde “come ieri”, perché effettivamente, come mi dovrei sentire? Diversa? Cambiata? Più grande? Perché non mi è mai successo.  Oggi però ho compiuto diciotto anni e per la prima volta è stato diverso, ma non tanto perché credo che da domani la mia vita cambierà (mi sentirò come quando avevo 17 anni): ciò che ha preceduto questo giorno è stato differente.  Io sono una persona che tende a rimuginare molto sulle cose, ogni tanto un po’ troppo. Negli ultimi mesi amici, famiglia e il mondo intero hanno cominciato a farmi notare che a breve sarei stata maggiorenne. “Ti rendi conto di cosa significa?” Così ho cominciato a ragionare su cosa significasse avere diciotto anni. Come al solito, dopo poco tempo mi sono ritrovata intrappolata nel bel mezzo della confusio...

I miei 5 libri preferiti del 2019

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Ciao a tutti! Oggi tocca alla mia ultima lista: nei due giorni precedenti ho parlato di serie tv e film, mentre oggi affronterò l'argomento principale su cui si basa il mio blog, ovvero i libri. Quest'anno ho letto romanzi di ogni genere, mi sono emozionata, divertita e arrabbiata. In questa lista perciò ecco i 5 libri pubblicati nel 2019 che ho preferito.  5. I Testamenti  Per la mia recensione cliccate qui   Margaret Atwood è tornata più forte che mai: con "I Testamenti", vuole continuare un lungo percorso che ha influenzato molto la letteratura degli ultimi decenni.  Il romanzo è come uno spin off de "Il racconto dell'ancella" e, allo stesso tempo, una continuazione: le voci principali sono zia Lydia, personaggio fondamentale che racconterà come la sua vita ha preso una starna piega, e due ragazze che hanno un forte legame con Gilead.  Il libro è meravigliosamente scritto, con flashback continui e descri...